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Parola d'esperto

Azionario UK: i 4 driver della performance Tra Brexit, Trump, Eurozona e Cina

08/03/2017

Nel 2016 agli investitori azionari nel Regno Unito le preoccupazioni non sono certo mancate. Esattamente un anno fa, il mercato era in agitazione per l’economia cinese, mentre nei mesi successivi sono aumentati i timori per il referendum su Brexit e per le elezioni presidenziali negli USA. Alla fine, l’atterraggio brusco in Cina non è avvenuto, ma le peggiori preoccupazioni si sono realizzate nel voto su Brexit e nell’elezione di Trump, esiti entrambi giudicati come improbabili e negativi per i mercati. Nonostante questi risultati fossero stati temuti dalla maggior parte degli operatori, la risposta del mercato è stata molto più posata, come mostra il grafico.

Nel 2017, il mercato azionario UK verrà influenzato da molti degli stessi fattori che hanno dominato il 2016, vale a dire Brexit, Donald Trump, l’Eurozona e la Cina.

Brexit, una rottura difficile da attuare
Riteniamo che Theresa May innescherà l’articolo 50 entro la fine di marzo 2017, ma saranno i due anni di negoziati che seguiranno ad avere l’influenza maggiore sulle società locali e sui mercati. I toni della risposta dell’Unione Europea a Londra saranno importanti e probabilmente non saranno né da colomba, né particolarmente positivi per l’azionario UK. Man mano che proseguiranno le trattative, ci aspettiamo di assistere a periodi ricorrenti di volatilità sui mercati.

A livello settoriale, il comparto retail sarà particolarmente suscettibile al processo di uscita dall’UE e l’indebolimento della sterlina post-voto sta già iniziando a danneggiare i margini societari per via dell’aumento dei prezzi dei materiali grezzi. Anche il potere di acquisto dei consumatori britannici sarà vulnerabile all’inflazione importata, colpendo i redditi disponibili delle famiglie in un momento in cui i risparmi sono già bassi. Dall’altro lato, la sterlina più debole sta già avendo effetti benefici sulle esportazioni ed anche altri comparti, come quello dei finanziari, finiranno sotto i riflettori. Gli alti e bassi dei negoziati dovrebbero generare anomalie nelle valutazioni su diversi titoli, creando opportunità per lo stock picking.

La Trumponomics che verrà
Crediamo che Trump governerà come “CEO-Presidente” di transizione, con una certa imprevedibilità e un aumento dei rischi idiosincratici. L’impegno per una maggiore deregolamentazione è positivo per il mercato e attuabile tramite ordini esecutivi, senza l’approvazione del Congresso. Ciò, insieme alla nomina di funzionari proriforme, alleggerirà diverse aree, come i servizi finanziari, l’energia, le comunicazioni e il lavoro. Per gli investitori emergeranno molte opportunità con il processo di riforma fiscale. La sanità è un’altra priorità, più complicata e lunga. L’abrogazione del Dodd-Frank Act è improbabile nel breve, mentre è plausibile un allentamento della regolamentazione che dovrebbe sostenere l’erogazione di credito. Altrove, Trump incontrerà ostacoli legislativi e finanziari nel cercare di tener fede alle promesse sulle infrastrutture: alcuni titoli di società di costruzione appaiono vulnerabili ora, dopo aver sovraperformato. La questione più preoccupante per i mercati è forse dovuta al tono protezionistico di Trump sul commercio, anche se riteniamo che alla fine il Presidente sarà pragmatico a sufficienza da evitare grosse ostilità.

Eurozona: politica ed economia
I mercati hanno gestito senza problemi il referendum italiano, che ha rimosso l’incertezza. L’azionario italiano ha registrato un rally quasi del 18% nel Q4 2016. Per il 2017 rimaniamo costruttivi sull’Eurozona, per via dei maggiori investimenti societari, della crescita più rapida dei consumi e dell’incremento del commercio. Anche i fondamentali del mercato del lavoro stanno migliorando. Sarebbe però poco saggio ignorare l’impatto potenziale delle elezioni in Francia, Olanda e Germania. Tuttavia, riteniamo che le condizioni relativamente benevoli continueranno a offrire supporto all’economia britannica e all’equity UK.

Cina dietro le quinte?
La Cina non preoccupa più come a inizio 2016, c’è anzi un certo grado di disinteresse che potrebbe preoccupare. Nel breve, ci aspettiamo un modesto rallentamento dell’economia. I rapporti commerciali con gli Stati Uniti saranno cruciali per i mercati, così come l’andamento dello yuan. Le politiche protezionistiche sarebbero dannose sia per la Cina che per gli Usa, quindi i mercati si concentreranno su quanto Trump sarà pragmatico. Nel Regno Unito, il settore estrattivo sarà il più sensibile agli sviluppi in Cina.

Conclusione
È importante porre questi fattori in un più ampio quadro macro: il rafforzamento dell’economia globale dovrebbe sostenere il trend di normalizzazione di rendimenti di bond governativi, inflazione, crescita e politica monetaria emerso nel 2016. Quanto ai rischi, la maturità del ciclo economico, soprattutto in USA, UK e Cina, con il tempo diventerà un vento contrario, con le politiche monetarie sempre più restrittive. Con l’indice VIX ai minimi storici, l’umore degli investitori è ottimistico e quindi vulnerabile a bruschi risvegli.

Informazioni importanti. Le opinioni e i pareri contenuti nel presente documento sono stati espressi David Docherty, Fund Manager - UK Equities di Schroders e non rappresentano necessariamente la visione aziendale dell’Investment Management di Schroders. Solo per consulenti e investitori qualificati. Il presente documento non è adatto all’utilizzo da parte di clienti privati. Il presente documento è stato redatto a fini informativi e non è da considerarsi in alcun caso materiale promozionale. Le informazioni fornite non costituiscono un’offerta, né un invito all’acquisto o alla vendita di qualsiasi strumento finanziario. Il materiale non è inteso e non deve essere utilizzato a scopo di consulenza contabile, giuridica o fiscale e neppure di raccomandazione d’investimento. Le informazioni contenute nel presente documento sono ritenute affidabili, tuttavia Schroders non ne garantisce la completezza o l’esattezza. Schroders non è responsabile di eventuali errori relativi a fatti o opinioni. Ciò non esclude o limita in alcun modo gli obblighi o le responsabilità di Schroders nei confronti dei suoi clienti a norma del Financial Services and Markets Act 2000 (e successive modifiche) o di qualunque altro regolamento. Le previsioni riportate nella presentazione sono il risultato di un modello statistico basato su una serie d’ipotesi. Le previsioni sono soggette a un elevato grado d’incertezza dovuta a fattori economici e di mercato futuri che potrebbero influire sulle effettive performance. Le previsioni sono fornite a titolo esemplificativo e aggiornate alla data odierna. Le nostre previsioni potrebbero variare significativamente in funzione dei cambiamenti delle ipotesi di base dovuti, tra le altre cose, ai mutamenti economici e di mercato. Non ci assumiamo alcun obbligo di fornire aggiornamenti o modifiche ai dati forniti al variare delle ipotesi, condizioni economiche e di mercato, modelli o altre variabili coinvolte. Pubblicato da Schroders Italy SIM S.p.A., via della Spiga 30, 20121 Milano.